Requisiti, coefficienti e perequazione aggiornati alla Legge di Bilancio 2026Aggiornato 2026

Come lavoriamo

Da dove prendiamo i numeri, ogni quanto li ricontrolliamo, che cosa succede quando sbagliamo.

Una sola sorgente di verità

Il sito ha un file di dati e un motore di calcolo. Il file di dati elenca ogni costante previdenziale del 2026 — assegno sociale, trattamento minimo, massimale contributivo, scaglioni IRPEF, detrazioni da pensione, aliquote regionali e comunali, coefficienti di trasformazione, requisiti anagrafici — e accanto a ciascuna riporta il documento che la stabilisce. Il motore contiene solo formule.

Le pagine non contengono numeri propri: chiamano il motore e stampano il risultato. È il motivo per cui, quando una fonte cambia, non dobbiamo cercare l’importo sparso in centinaia di testi — lo cambiamo dove sta scritto una volta e il sito si riallinea alla ricostruzione successiva.

Il ciclo di aggiornamento

Calendario dei controlli — Quando ogni fonte può cambiare i valori del motoreCalendario dei controlliQuando ogni fonte può cambiare i valori del motoregen–marapr–giulug–setott–dicLegge di bilancioaltaaltaPerequazionealtabassaaltaCoefficientimediaCircolari INPSaltamediamediamediaAddizionalimediamediabassabassa
Il grosso del lavoro si concentra fra dicembre e febbraio: la legge di bilancio e il decreto di perequazione muovono quasi tutte le costanti insieme. I coefficienti di trasformazione cambiano invece ogni due anni, a fine biennio.

Come nasce e come si aggiorna una pagina

  1. Lettura della fonte primaria. Partiamo dal testo che stabilisce il valore — legge, decreto ministeriale, circolare — non da un articolo che lo commenta. Se una notizia di stampa anticipa un valore non ancora in Gazzetta, aspettiamo.
  2. Inserimento nel file dati. Il numero viene scritto con la sua fonte accanto e con l’indicazione se è definitivo o provvisorio.
  3. Valori di controllo. Ogni formula ha esempi con risultato atteso, verificati a mano o contro un calcolo ufficiale. Se una modifica sposta un risultato che non doveva muoversi, la verifica fallisce e la pubblicazione si blocca.
  4. Rigenerazione del sito. Tutte le pagine vengono ricostruite insieme: non esiste il caso di una pagina aggiornata e di una dimenticata.
  5. Controlli automatici. Prima della pubblicazione verifichiamo che ogni collegamento interno porti a una pagina esistente, che ogni classe grafica usata esista davvero e che gli script dei calcolatori compilino.
  6. Data in pagina. La data di ultimo controllo che leggi in fondo cambia solo se il contenuto è realmente cambiato: non la spostiamo in avanti per far sembrare la pagina fresca.

Quando un dato non c’è ancora

Nella previdenza capita spesso: la legge fissa un principio a dicembre e l’INPS pubblica gli importi applicativi settimane dopo. In quella finestra la pagina lo dice esplicitamente, usa il valore precedente e indica quale documento stiamo aspettando. Non stimiamo un importo per poi presentarlo come ufficiale.

Lo stesso vale per le questioni aperte in giudizio: dove una norma è stata rinviata alla Corte costituzionale, la pagina segnala il procedimento invece di dare per scontato l’esito.

Errori e correzioni

Quando un errore viene segnalato lo verifichiamo contro la fonte primaria. Se è confermato, correggiamo il file dati o la formula, rigeneriamo il sito e la data di ultimo controllo della pagina si aggiorna da sola perché il contenuto è cambiato. Le correzioni che spostano un risultato in modo significativo vengono annotate nella pagina interessata.

Il canale è uno solo: segnala un errore, oppure scrivici. Non serve registrarsi.

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