In mancanza di coniuge e figli la pensione indiretta può andare ai genitori ultrasessantacinquenni a carico, oppure a fratelli e sorelle inabili e a carico: 15% a testa, con un massimo del 100% complessivo.
La reversibilità spetta nella misura di il 15% a ciascun genitore, fratello o sorella avente diritto, calcolata sulla pensione che il defunto percepiva (o che avrebbe maturato, nel caso della pensione indiretta).
| Situazione familiare | Aliquota | Su 1.500 € lordi |
|---|---|---|
| 1 genitore o fratello | 15% | 225,00 € |
| Coniuge (per confronto) | 60% | 900,00 € |
| 1 figlio (per confronto) | 70% | 1.050,00 € |
Si tratta della fattispecie più rara: l’ordine dei beneficiari è rigido e i parenti oltre il primo grado entrano in gioco solo quando mancano del tutto coniuge e figli.
Le riduzioni del 25, 40 e 50% previste dalla L. 335/1995 non si applicano in questo caso: operano solo quando il beneficiario è il coniuge da solo. Per genitori, fratelli e sorelle contano invece i requisiti di accesso — età, inabilità, assenza di pensione propria — non le fasce di reddito.
Restano invece dovute le trattenute fiscali: la reversibilità è imponibile IRPEF come qualsiasi pensione. Su 225,00 € lordi al mese il netto è di circa 225,00 € — verifica con il calcolatore del netto.
La domanda si presenta all’INPS online, tramite patronato o contact center, allegando il certificato di morte e lo stato di famiglia. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda, ma il diritto agli arretrati si prescrive in dieci anni.
Aliquote, tagli per reddito e correttivo della Consulta: calcolatore reversibilità.
La reversibilità è tassata come una pensione: calcolatore pensione netta.
L’aliquota base è del 15%: su una pensione di 1.500 € lordi al mese significano 225,00 € lordi mensili.
Sì, le due prestazioni sono cumulabili. Nel caso del coniuge solo, però, la pensione propria concorre a formare il reddito che determina l’eventuale riduzione del 25, 40 o 50%.
Sì, è reddito da pensione a tutti gli effetti: IRPEF a scaglioni, detrazioni da pensione e addizionali locali. Su 225,00 € lordi al mese restano circa 225,00 € netti.
Dal primo giorno del mese successivo al decesso. Presentare la domanda in ritardo non fa perdere il diritto, ma gli arretrati si prescrivono dopo dieci anni.