Requisiti, coefficienti e perequazione aggiornati alla Legge di Bilancio 2026Aggiornato 2026

Coefficiente di trasformazione a 62 anni: 4,795%

Chi va in pensione a 62 anni nel biennio 2025–2026 trasforma il montante contributivo con il coefficiente 4,795% (DM 436/2024). Su 300.000 € di montante significano 1.106,54 € lordi al mese.

4,795%coefficiente 62 anni
1.106,54 €assegno su 300.000 €
2025–2026biennio in vigore

Quanta pensione con il coefficiente a 62 anni

La formula del sistema contributivo è semplice: pensione annua lorda = montante × coefficiente. Il montante è la somma dei contributi accreditati (33% della retribuzione per i dipendenti) rivalutati ogni anno con la media quinquennale del PIL nominale.

Montante contributivoPensione annua lordaLorda mensile (13)Netta mensile stimata
100.000 €4.795,00 €368,85 €368,85 €
200.000 €9.590,00 €737,69 €694,35 €
300.000 €14.385,00 €1.106,54 €945,29 €
400.000 €19.180,00 €1.475,38 €1.196,23 €
500.000 €23.975,00 €1.844,23 €1.447,17 €
Nota: il risultato è una stima basata sulla normativa 2026 e su valori medi di addizionali regionali e comunali. L’assegno reale dipende dalla posizione contributiva individuale registrata all’INPS, dai conguagli e dalla situazione familiare. Questo strumento non sostituisce la simulazione ufficiale INPS «La mia pensione futura» né la consulenza di un patronato.

Cosa cambia rispetto alle età vicine

Restare al lavoro un anno in più, fino a 63 anni, porta il coefficiente da 4,795% a 4,936%: a parità di montante l’assegno cresce del 2,94%, senza contare i contributi aggiuntivi versati nel frattempo e la rivalutazione del montante. È il motivo per cui l’uscita posticipata è quasi sempre più conveniente in termini di importo mensile.

EtàCoefficienteAssegno su 300.000 €Differenza vs 62 anni
59 anni4,419%1.019,77 €− 86,77 €/mese
60 anni4,538%1.047,23 €− 59,31 €/mese
61 anni4,664%1.076,31 €− 30,23 €/mese
62 anni4,795%1.106,54 €
63 anni4,936%1.139,08 €+ 32,54 €/mese
64 anni5,088%1.174,15 €+ 67,61 €/mese
65 anni5,250%1.211,54 €+ 105,00 €/mese
Frazioni di anno. Se l’uscita avviene a 62 anni e qualche mese il coefficiente viene interpolato linearmente tra 4,795% e 4,936%: ogni mese in più vale circa 0,012% di coefficiente. Esempio: 62 anni e 6 mesi → 4,865%.
Assegno mensile su 300.000 € di montante, da 59 a 65 anni — Il gradino in ambra è l’uscita a 62 anni con coefficiente 4,795%Assegno mensile su 300.000 € di montante, da 59 a 65 anniIl gradino in ambra è l’uscita a 62 anni con coefficiente 4,795%1.020 €59 anni1.047 €60 anni1.076 €61 anni1.107 €62 anni1.139 €63 anni1.174 €64 anni1.212 €65 anni
A montante invariato ogni anno di rinvio alza l’assegno solo attraverso il coefficiente. Fra 59 e 65 anni la differenza è di 191,77 € al mese, ma chi continua a lavorare aggiunge anche nuovi contributi al montante.

Come si arriva a questo numero

I coefficienti di trasformazione convertono un capitale in una rendita vitalizia: dipendono dalla speranza di vita residua alla data di pensionamento e dalla probabilità di lasciare una reversibilità ai superstiti. Più tardi si esce, meno anni di erogazione sono attesi, più alto è il coefficiente.

Sono aggiornati ogni due anni con decreto del Ministero del Lavoro: quelli in vigore per il 2025 e il 2026 vengono dal DM 20 novembre 2024 n. 436. Il prossimo aggiornamento riguarderà il biennio 2027–2028 e, come sempre, la revisione tenderà a ridurli se la speranza di vita cresce.

Tabella completa

Tutti i coefficienti da 57 a 71 anni con interpolazione mensile: coefficienti di trasformazione.

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Domande frequenti

Qual è il coefficiente di trasformazione a 62 anni?

4,795% per il biennio 2025–2026 (DM 436/2024). Si applica al montante contributivo per ottenere la pensione annua lorda.

Come si usa il coefficiente?

Pensione annua lorda = montante × coefficiente. Con 300.000 € di montante a 62 anni si ottengono 14.385,00 € l’anno, cioè 1.106,54 € lordi al mese su 13 mensilità.

Il coefficiente può cambiare dopo il pensionamento?

No: si cristallizza quello in vigore alla decorrenza della pensione. Le revisioni successive riguardano solo chi va in pensione dopo.

Conviene aspettare per avere un coefficiente più alto?

Un anno in più vale circa il 2,94% di assegno in più a parità di montante, a cui si sommano i contributi versati nell’anno. Va però confrontato con un anno di pensione non incassato.

Coefficiente per ogni età